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31.08.10 [Bruxelles]
Europa > Le cose da sapere sulle piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese (Pmi) costituiscono la maggior parte dell'economia e delle industrie europee e contribuiscono fino all'80% all'occupazione di alcuni settori industriali.
Costituiscono quindi una fonte essenziale di competenze imprenditoriali, d'innovazione e coesione economica e sociale nonché fonte del mercato del lavoro.

Data la loro importanza strategica nell'economia europea, occorre che esse esprimano tutto il loro potenziale, favorite da un ambiente stimolante e dal senso di imprenditorialità.
La principale caratteristica dell'universo delle Pmi è la diversità.
Alcune sono start up, altre sono in fase di crescita rapida, alcune si devono confrontare con mercati vasti e/o con realtà locali o regionali. Anche se tutte per definizione hanno meno di 250 dipendenti, spesso sono micro realtà anche a conduzione familiare.
Tuttavia, hanno tutte esigenze che devono essere tenute in considerazione.

La nuova politica europea per le Pmi offre un quadro pragmatico e trasversale a ogni settore in cui l'impresa si trova a competere.
Le politiche seguite si prefiggono di creare le condizioni necessarie per far emergere il potenziale non ancora sfruttato in maniera tale da creare crescita e occupazione nell'Unione europea.
Il successo di queste azioni è legato alla partecipazione attiva ed effettiva di tutti gli attori coinvolti dalle istituzioni europee alle amministrazioni pubbliche locali.

A favore delle Pmi, esistono vari programmi e finanziamenti come il Programma quadro per la competitività e l'innovazione (Cip) che dispone di 3,6 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, risorse che sono destinate agli investimenti in efficienza energetica, fonti di energia rinnovabili, tecnologie ambientali e tecnologie dell'informazione e comunicazione.
Le Pmi sono, inoltre, protagoniste del principale programma dell'Unione europea per il finanziamento della ricerca scientifica, noto come Settimo programma quadro che conta una dotazione annuale di oltre 7 miliardi di euro destinati alla ricerca e allo sviluppo in ambito accademico e industriale.
Nel 2000 l'Unione europea adottò la Carta europea per le piccole imprese per mano del Consiglio Affari generali, in occasione del Consiglio europeo di Santa Maria da Feira.
La Carta raccomanda che i governi indirizzino i rispettivi sforzi strategici su linee d'azione che rivestono un'importanza fondamentale nell'ambiente in cui operano le piccole imprese.
Allo scopo di promuovere l'imprenditorialità e migliorare il contesto in cui operano le Pmi, le istituzioni europee e i capi di Stato o di Governo s'impegnano a operare in base ad alcune importanti linee d'azione.

Per coltivare lo spirito imprenditoriale occorrono insegnamenti dedicati all'impresa, in particolare a livello d'istruzione affinchè siano incoraggiate le iniziative imprenditoriali dei giovani, nonché programmi di formazione per le Pmi.
Occorre semplificare la burocrazia per permettere un avviamento meno costoso e più veloce, una migliore legislazione e ordinamenti tali da avere ripercussioni meno negative sulle Pmi, al contempo l'utilizzo dei documenti amministrativi va semplificato.
Gli istituti di formazione si devono adeguare alle necessità delle imprese e fornire una formazione continua e servizi di consulenza.
I sistemi fiscali devono favorire la vita delle imprese e un accesso ai finanziamenti migliorato.
Anche le nuove tecnologie devono avere un ruolo importante, non solo all'interno delle imprese, ma anche nei rapporti che queste hanno con le istituzioni. Bisogna potenziare i programmi esistenti che promuovono la diffusione della tecnologia a favore delle piccole imprese nonché la loro capacità di individuare, selezionare e adattare le varie tecnologie. S'intende anche promuovere la cooperazione tecnologica e la ripartizione delle tecnologie tra società di diverse dimensioni e soprattutto tra le piccole imprese europee, elaborare programmi di ricerca più efficaci incentrati sull'applicazione commerciale delle conoscenze e della tecnologia nonché sviluppare e adattare alle piccole imprese i sistemi di certificazione della qualità.

In merito l'Unione europea ha definito i seguenti programmi:
 
 
 
 
 

(Europarlamento24)

 
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