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27.02.07 [Cagliari] Centro Studi > Turismo, dati Capacitą e movimento strutture ricettive 2005 L'Istat lo scorso 17 febbraio ha reso disponibili i dati definitivi relativi al 2005 sulla consistenza delle strutture ricettive e sul movimento dei clienti negli esercizi alberghieri e complementari.
Si tratta dei primi dati certificati relativi all’attuale legislatura, dopo quelli che, negli ultimi anni, sono stati forniti dalla Regione Autonoma della Sardegna sulla base di rilevazioni interne. Gli esercizi alberghieri hanno registrato arrivi pari a 1.496.593 unità per 7.466.115 presenze, mentre gli esercizi complementari hanno fatto registrare 400.969 arrivi e 2.737.286 presenze, secondo la seguente ripartizione provinciale.
Nel 2004 la situazione era la seguente
E’ interessante osservare che le non brillanti performance sono tutte da addebitare alla forte riduzione riscontratasi nella provincia di Sassari, mentre nelle altre province si evidenziano degli incrementi in termini di arrivi e presenze. In ogni caso la perdita sostenuta da Sassari non viene compensata dagli aumenti delle altre province.
Per quanto riguarda la provenienza dei turisti: il 70% degli arrivi ed il 71% delle presenze proviene dall’Italia; il 28% degli arrivi ed il 27% delle presenze dall’Europa; il resto da Paesi extraeuropei.
Nel corso della BIT 2007, in occasione della conferenza stampa, la Regione Sardegna ha comunicato che, secondo i dati ISTAT, "in totale gli arrivi in Sardegna sono passati da 1.676.240 del periodo gen-ott. 2005 a 1.720.863 del periodo gen-ott. 2006 registrando un + 2,66%. Le presenze totali stesso periodo sono invece passate da 9.150.909 a 9.397.558 con un + 2,70%". Se si fanno un pò di semplici calcoli, qualora i tassi di crescita dovessero essere confermati anche per i mesi successivi, dovremmo avere avuto nel 2006 arrivi per 1.948.037 unità e presenze per 10.478.893 unità. La differenza rispetto al 2005 dovrebbe essere pari a 50.475 e 275.492 unità. Il che ci porrebbe poco sotto il dato 2004 per gli arrivi (-9.588) e poco sopra sulle presenze (175.475). E’ dunque evidente che, rispetto al 2004, si può parlare di un recupero, ma di certo non di una crescita. Il punto interessante sarebbe quello di capire dove si sta recuperando. Perché è evidente che la perdita del 2005 è imputabile alle performance poco brillanti del nord sardegna, laddove nelle altre aree si è determinato un incremento sia nel 2004 che nel 2005. Se questa dinamica di riequilibrio territoriale dovesse trovare conferma anche nei dati 2006, e cioè che il recupero è sostanzialmente dipendente dalla crescita delle altre province, mentre permanesse la difficoltà del nord sardegna, probabilmente, dovremmo interrogarci perché lì ciò sta accadendo. E’ indubitabile che lì il settore è maturo e dunque i margini di incremento sono minori a fronte di un prodotto quello turistico che, per definizione, non può essere espanso all’infinito, come avviene per altre tipologie di beni e servizi, in quanto trova un limite fondamentale proprio nell’uso dei suoi fattori principali: territorio e ambiente. La diminuzione potrebbe essere determinata da una minore attrattività della meta nord sardegna rispetto ad altre mete che, meno usurate dal punto di vista ambientale, sono più appetibili per il turista alla ricerca del mare ancora fruibile e del territorio ancora incontaminato o poco contaminato. Non sembra che in questi anni siano venute meno le strategie per facilitare l’arrivo nel nord sardegna, se pensiamo che la forte crescita del low cost nel 2004 e 2005, concentrato soprattutto se non esclusivamente nel nord sardegna, o l’aumento delle tratte marittime tutte incentrate su Porto Torres e Olbia rispetto a Cagliari. Sembra dunque che i turisti entrino nelle porte del nord Sardegna, ma poi preferiscano andare altrove. Se guardiamo ai dati 2004 – 2005 questo è molto chiaro: +21.786 arrivi nel meridione (+160.004 presenze); +4.252 arrivi nel centro sardegna (+22.907 presenze); -87.555 arrivi nel nord sardegna (-311.666 presenze). E’ altrettanto evidente che le dimensioni della contrazione del nord sardegna ed il fatto che le altre province non siano cresciute in maniera tale da compensare la riduzione, pone anche problemi di minore attrattività dell’offerta generale della Sardegna rispetto ad altre destinazioni. Ciò è particolarmente evidente dalla stima prelimininare dei principali aggregati relativi alla domanda di turismo in Italia nel 2006, dalla quale risulta che la Sardegna è scesa al 6° posto tra le principali destinazioni dei viaggi di vacanza lunga (+di 4 notti) nel trimestre luglio-settembre e nel trimestre aprile-giugno (l'anno scorso era rispettivamente al 5° e al 4° posto). Perché? Questo è il punto, e sarebbe opportuno porsi questa domanda, cercando di dare una risposta che poi si traduca in iniziative utili a contrastare questa minore attrattività. Soprattutto sarebbe opportuno comparare i nostri dati con quelli di altre regioni e Paesi, perchè noi potremmo crescere, ma gli altri potrebbero farlo ad un tasso molto più elevato del nostro, e ciò dovrebbe portare ad interrogarci perchè non riusciamo ad intercettare questi maggiori flussi. (Roberto Saba) |
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