
Primi Giochi Italiani dello Sport d’Impresa – Bari, 1-4 ottobre 2026
Dal 1° al 4 ottobre 2026 si svolgerà a Bari la prima edizione dei Giochi Italiani dello Sport d’Impresa, iniziativa promossa dalla nostra Associata CSAIn in collaborazione con il sistema Confindustria, nell’ambito del programma ufficiale Confindustria Bari e BAT Capitale della Cultura d’Impresa 2026.

Webinar - Regolamento (UE) 2025/40 su imballaggi e rifiuti di imballaggi
Nuovo appuntamento in tema ambientale per le imprese associate Confindustria nell’ambito del Roadshow 2026 che vede confermata la collaborazione con CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi).

Centro Studi Confindustria | Il ricambio che non arriva
Nuovo report del Centro Studi di Confindustria Sardegna intitolato “Il ricambio che non arriva: imprenditorialità giovanile e capacità produttiva in Sardegna”, che analizza la contrazione delle imprese guidate da under 35 e ne stima gli effetti potenziali sul sistema economico e sociale regionale

OCCUPAZIONE E INVESTIMENTI A RISCHIO NEL COMPARTO DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME.
Occupazione e investimenti a rischio nel comparto delle concessioni demaniali marittime. Le imprese aderenti alla Confindustria Sardegna chiedono alla Regione un provvedimento urgente per salvaguardare gli investimenti, l’occupazione e le attività
Sono oltre 6.000 i lavoratori delle imprese balneari che rischiano di non trovare occupazione nella prossima stagione estiva.
Il perdurare della situazione di incertezza, seguita ai rinvii e alle proroghe delle concessioni demaniali marittime, rischia di compromettere le attività degli operatori del settore in vista di una stagione turistica che sarà avviata con grande difficoltà a causa dalle enormi spese di ripristino che i concessionari stanno sostenendo per far fronte ai danni derivanti dalle mareggiate causate deal ciclone Harry.
Si parla di circa 10 milioni di danni, ma tale cifra potrebbe essere sottostimata, in un comparto delle concessioni demaniali marittime che comprende strutture alberghiere, stabilimenti balneari, porti turistici, impianti per l’itticoltura e la pesca.
Dopo l’incontro con la Regione Sardegna avvenuto nei mesi scorsi, i rappresentanti delle imprese, che esercitano la propria attività in regime di concessione demaniale marittima per finalità turistico-ricreative, avevano sperato in una soluzione che potesse consentirgli di dedicarsi ai programmi di investimento con maggiore ottimismo.
Come noto, l’adeguamento alla Direttiva Bolkestein, imposta dall’UE, prevede procedure concorrenziali per l’assegnazione delle concessioni balneari che mal si adattano alla realtà della nostra regione costituita in gran parte da micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che si occupano della gestione degli stabilimenti balneari prevalentemente stagionali e con notevoli vincoli, connessi all’insularità.
In tutta la Sardegna il comparto produttivo che dipende dalle concessioni demaniali marittime è composto da oltre 550 stabilimenti turistico ricreativi, che comprendono anche gli Hotel fronte mare, e ben 118 altre attività tra porticcioli turistici, approdi, specchi acquei e stabilimenti per pesca e itticoltura.
Le imprese del settore sollecitano l’intervento regionale finalizzato a individuare una adeguata disciplina normativa che riconosca le specificità delle nostre concessioni demaniali regionali in un’ottica di non assoggettamento alle procedure di evidenza pubblica, considerati anche i limiti della domanda del servizio.
Gli operatori rinnovano la richiesta di un dispositivo normativo che, in linea con quanto effettuato in altre regioni, tuteli le concessioni esistenti e consenta di proseguire con i necessari investimenti.
In assenza di tale provvedimento, le imprese si troverebbero ad operare in un regime di incertezza tale da avere inevitabili ripercussioni anche sui livelli occupazionali che tali attività garantiscono per diversi mesi all’anno.
Confindustria Sardegna ribadisce che è fondamentale intervenire tempestivamente per garantire stabilità al settore, salvaguardare l’occupazione e assicurare un futuro alle imprese che negli anni hanno investito risorse per migliorare l’offerta turistica nell’isola.







