

PROGETTO PREVENZIONE SARDEGNA 2025: ATTIVATO LO SPORTELLO HSE PER LE IMPRESE ASSOCIATE
Nell’ambito del progetto “Prevenzione Sardegna 2025: gestione del rischio climatico nell’industria”, promosso da Confindustria Sardegna Meridionale con il contributo di INAIL – Direzione Regionale Sardegna, è stato attivato lo Sportello HSE per supportarle sui temi salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

CONFLITTO IN IRAN E RINCARI ENERGETICI: UNA VALUTAZIONE DEL POTENZIALE IMPATTO PER LA SARDEGNA
Il conflitto in Iran rischia di tradursi in un nuovo e pesante shock energetico per la Sardegna, con effetti diretti sui costi sostenuti da famiglie e imprese e con ripercussioni rilevanti sulla competitività del sistema produttivo regionale.

CAPITALE UMANO E REDDITI IN SARDEGNA - Nuovo report del Centro Studi Confindustria Sardegna
Il Centro Studi Confindustria Sardegna ha presentato il nuovo report dal titolo “Capitale umano e redditi in Sardegna: il legame tra istruzione universitaria e divari territoriali”.

CONFINDUSTRIA SARDEGNA: LA REGIONE DEVE ATTIVARE UN FONDO URGENTE DI COMPENSAZIONE DEI COSTI DI TRASPORTO DELLE MERCI CAUSATI DALL’ETS MARITTIMO.
Confindustria Sardegna rilancia l’allarme sugli effetti dell’ETS marittimo sui costi di trasporto delle merci e chiede alla Regione Sardegna di adottare con urgenza, nella imminente manovra di integrazione al bilancio, uno strumento straordinario e temporaneo di compensazione e mitigazione. Nella nota trasmessa alla Presidenza della Regione e agli assessorati competenti, Confindustria Sardegna segnala che il maggior costo del trasporto si è ormai consolidato oltre il 40% e avverte che la perdita di competitività per comparti come manifatturiero, agroalimentare e logistica rischia di diventare irreversibile.
Con queste condizioni di disparità rispetto ad altre regioni europee, il sistema industriale della Sardegna, oltre a non essere più attrattivo, rischia di andare completamente in crisi.
La richiesta alla Regione è corredata una proposta normativa che prevede l’istituzione di un fondo di compensazione dei maggiori costi di trasporto marittimo derivanti dall’applicazione dell’EU ETS e del FuelEU, che permetta di attenuare almeno parzialmente i costi aggiuntivi trasferiti alle imprese sarde in ragione della condizione insulare. La proposta prevede una compensazione fino al 75% dell’extracosto documentato, una durata iniziale di tre anni e una dotazione annua del Fondo non inferiore a 80 milioni di euro per il triennio 2026-2028.
“Le imprese sarde stanno subendo un doppio colpo: da un lato l’instabilità internazionale e il rialzo dei costi energetici e dei carburanti legato alla crisi in Medio Oriente, dall’altro l’incidenza dell’ETS marittimo, che in un territorio insulare come la Sardegna amplifica le condizioni di disparità rispetto alle altre regioni italiane ed europee”, afferma Andrea Porcu, direttore del Centro Studi di Confindustria Sardegna. “Per un’isola il trasporto via mare non è una scelta, ma una necessità. Non chiediamo quindi privilegi, ma correttivi urgenti per bilanciare una normativa europea che, in assenza di misure compensative che tengano conto dello svantaggio strutturale della Sardegna, rischia di travolgere la nostra economia”.
Il Centro Studi di Confindustria Sardegna evidenzia infatti che, assumendo come riferimento per le movimentazioni la recente relazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, elaborata sui dati di traffico 2022-2024, e applicando le surcharge in essere nel 2025, le sole rotte Olbia–Livorno e Porto Torres–Genova hanno comportato congiuntamente un aggravio di costi annuo superiore ai 50 milioni di euro.
Con il passaggio, da gennaio 2026, all’applicazione dell’ETS al 100% delle emissioni prodotte dalle navi, il costo subito soltanto su queste due rotte è destinato a superare i 70 milioni di euro.
Considerato che nel triennio analizzato tali tratte hanno rappresentato poco più di metà del traffico totale necessario a collegare la Sardegna con il resto del Paese, i costi subiti dalle imprese della Sardegna a causa dell’ETS marittimo potrebbero superare i 150 milioni di euro all’anno.







